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Questo articolo è stato pubblicato il 04 aprile 2018 alle ore 11:52.
L'ultima modifica è del 04 aprile 2018 alle ore 14:04.

04/04/2018

Consentire ai potenziali offerenti di produrre le certificazioni tecniche in lingua originale, rispetto alla traduzione giurata in lingua italiana, risulta più coerente con il principio di libera prestazione di servizi riducendo gli oneri formali connessi alla partecipazione ad una procedura indetta da uno Stato diverso da quello di insediamento. È quanto afferma il Tar Campobasso, con la sentenza 7 marzo 2018 n. 123.

La decisione
Il Tar Campobasso è intervenuto affermando l’illegittimità dei chiarimenti al bando di gara secondo i quali anche le certificazioni di conformità e tecniche dei prodotti offerti devono essere redatte in lingua italiana.
Nell’accogliere il ricorso avverso i provvedimenti impugnati, il Collegio ha avuto modo di rilevare come le disposizioni della legge...

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