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Questo articolo è stato pubblicato il 26 settembre 2018 alle ore 18:24.
L'ultima modifica è del 26 settembre 2018 alle ore 20:47.

26/09/2018


Avrà luogo il 30 settembre la prima "Giornata nazionale della prevenzione sismica", iniziativa promossa da Fondazione Inarcassa, Consiglio Nazionale degli Ingegneri, Consiglio Nazionale Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, con il patrocinio di Inarcassa e dei ministeri del Lavoro e della Giustizia, con il contributo anche di Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, Dipartimento della Protezione Civile, Conferenza dei Rettori (Crui) e la Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica (ReLuis).
In 500 piazze d'Italia (elenco completo e altri dettagli su prevenzionesismica.it), presso piccoli stand con il logo "Diamoci una scossa", migliaia di ingegneri e architetti forniranno informazioni circa l'importanza della prevenzione sismica e su come si può utilizzare il sisma-bonus (detraibili fino al 2021 le spese di ristrutturazione sismica degli edifici, con aliquote dal 50 al 70% sugli edifici singoli, fino all'85% sulle parti comuni dei condomini). Nelle piazze, e anche on line sul sito indicato, sarà possibile prenotare visite gratuite di architetti e ingegneri presso case private e condomini, da svolgersi nel mese di novembre, per fornire una prima stima visiva di cosa si possa fare e quanto si possa spendere per effettuare interventi antisismici sullo specifico immobile.
L'iniziativa "Diamoci una scossa!" - presentata oggi al Ministero delle infrastrutture con la partecipazione del Ministro Danilo Toninelli, del Presidente di Fondazione Inarcassa Egidio Comodo, del presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri Armando Zambrano e del presidente del Consiglio Nazionale Architetti Giuseppe Cappochin - ha l'obiettivo di favorire e promuovere la cultura della prevenzione sismica e un concreto miglioramento delle condizioni di sicurezza del patrimonio immobiliare del nostro Paese.
Inarcassa stima che l'iniziativa possa coinvolgere 5 milioni di cittadini sensibilizzati e 1 milione di unità abitative controllate con le ispezioni gratuite nel mese di novembre. "Finora - ha detto il presidente di Inarcassa Egidio Comodo - in Italia si è fatta poca prevenzione sismica. Ora c'è il sismabonus che copre fino all'85% della spesa per i condomini, noi tecnici dobbiamo dare tutto il nostro contributo per poter utilizzare gli sconti e far partire gli interventi sugli edifici".
"Il sismabonus è stata una buona idea - ha detto il Ministro Danilo Toninelli - ma non si è concretizzata, era su un binario morto. Ci sono problemi di natura tecnica, ma anche amministrativa e finanziaria. Per questo apriremo un tavolo con ingegneri e architetti per studiare le misure necessarie per rilanciare lo strumento, tra le quali la possibilità di detrarre fiscalmente anche la valutazione sismica dell'edificio, anche se non seguita dall'esecuzione delle opere".
"Di prevenzione sismica si parla da anni – ha detto Armando Zambrano, Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI) - Ricordo che dopo il terremoto dell'Irpinia si cominciò a parlare di prevenzione ma da allora non si è visto nulla. Intanto, in questi anni lo Stato ha speso 150 miliardi di euro per gestire l'emergenza. Ora può essere la volta buona. Abbiamo lo strumento del Sisma Bonus ed è dovere di noi tecnici, della politica e anche dell'informazione far sì che i cittadini lo conoscano e lo utilizzino. A questo serve l'iniziativa "Diamoci una scossa". A questo proposito ringrazio i nostri Ordini territoriali e le migliaia di ingegneri che hanno dato la disponibilità ad effettuare le visite tecniche. Certo, il quadro non è ancora completo, ma la disponibilità all'apertura di un tavolo tecnico che oggi il Ministro Toninelli ha manifestato è un passaggio molto importante".
"E' ormai chiaro a tutti - sottolinea Giuseppe Cappochin, Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori - che il patrimonio edilizio e infrastrutturale italiano è sempre più caratterizzato da obsolescenza che riguarda anche molti aspetti strutturali. Basti pensare - secondo i dati del Cresme - che 7,5 milioni di edifici residenziali su 11,9, ossia il 63%, sono stati costruiti prima del 1970. Questo vuol dire che, come gran parte delle infrastrutture, risentono della loro anzianità di costruzione. Serve, dunque, un nuovo tipo di manutenzione: non più una manutenzione superficiale e leggera, ma interventi che analizzino, valutino e incidano sulle parti strutturali degli edifici e delle infrastrutture. Manutenzione che per essere efficace deve essere parte di una più generale strategia che riguardi la rigenerazione di città e territori".