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Questo articolo è stato pubblicato il 21 febbraio 2019 alle ore 17:08.
L'ultima modifica è del 21 febbraio 2019 alle ore 18:07.

21/02/2019


L'Agenzia delle entrate ha pubblicato un pratica guida sul "sisma bonus", l'agevolazione introdotta dal D.L. 63/2013 che, dal 1° gennaio 2017, può essere fruita per interventi antisismici realizzati su tutti gli immobili di tipo abitativo e su quelli utilizzati per attività produttive. Le opere devono essere eseguite su edifici situati sia nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2), sia nelle zone sismiche a minor rischio (zona sismica 3).
Nel vademecum - che illustra in cosa consiste l'agevolazione, chi sono i soggetti interessati dai benefici, quali sono i vantaggi fiscali e le modalità per accedere alla misura di favore - trovano spazio anche la disciplina degli interventi effettuati sulle parti comuni di edifici condominiali e il nuovo incentivo per l'acquisto di case antisismiche.

In cosa consiste l'agevolazione
Per le spese sostenute dal 1º gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 è prevista una detrazione d'imposta del 50%, calcolata su un importo complessivo pari a 96 mila euro per unità immobiliare e per ciascun anno, da ripartire in cinque quote annuali di pari importo, nell'anno in cui sono state sostenute le spese e in quelli successivi. La detrazione fiscale sale al 70% della spesa sostenuta (75% per gli edifici condominiali) se dalla realizzazione degli interventi deriva una riduzione del rischio sismico che determina il passaggio a una classe di rischio inferiore e aumenta all'80% (85% per gli edifici condominiali) se ai lavori consegue il passaggio a due classi di rischio inferiori. E' possibile detrarre anche le spese effettuate per la classificazione e la verifica sismica degli immobili.

A chi spetta
L'agevolazione spetta non solo ai proprietari degli immobili ma anche ai titolari di diritti di godimento sui beni oggetto degli interventi e che ne sostengono le relative spese. Dal 2018 tra i beneficiari dell'agevolazione sono inclusi anche gli istituti autonomi per le case popolari e i soggetti con finalità analoghe. In luogo della detrazione del 75 o dell'85%, dal 1º gennaio 2017 i condòmini possono scegliere di cedere il credito a favore dei fornitori che hanno effettuato i lavori o ad altri soggetti privati che siano comunque collegati al rapporto che ha dato origine alla detrazione.

Come richiederla
Per richiedere il sisma bonus occorre indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell'immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell'atto che ne costituisce titolo (per esempio, contratto di locazione). Per gli interventi sulle parti comuni di edifici residenziali, è sufficiente per i singoli condòmini indicare il codice fiscale del condominio. Per fruire delle detrazioni è necessario che i pagamenti siano effettuati con bonifico bancario o postale (anche "online"), dal quale risulti la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione, il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.

Il nuovo incentivo per l'acquisto di case antisismiche
Il D.L. 50/2017 (art. 46-quater) ha previsto una nuova detrazione per l'acquisto di case antisismiche nei comuni che si trovano in zone classificate a "rischio sismico 1". Se gli interventi per la riduzione del rischio sismico che danno diritto alle detrazioni del 70 o dell'80% sono effettuati nei comuni che si trovano in zone classificate a "rischio sismico 1", mediante demolizione e ricostruzione di interi edifici, chi acquista l'immobile nell'edificio ricostruito può beneficiare di una detrazione pari al 75% del prezzo di acquisto della singola unità immobiliare, se dagli interventi deriva il passaggio a una classe di rischio inferiore, o all'85% del prezzo della singola unità immobiliare, se gli interventi comportano il passaggio a due classi di rischio inferiore.