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Questo articolo è stato pubblicato il 25 luglio 2017 alle ore 15:05.
L'ultima modifica è del 26 luglio 2017 alle ore 11:12.

25/07/2017


Con decreto 30 maggio 2017 (Cfr. Gazzetta Ufficiale n. 167 del 19 luglio 2017) il Ministero della Salute ha provveduto ad individuare la figura del datore di lavoro del Comando carabinieri per la tutela della salute.

Per comprendere la portata dell'intervento normativo occorre rilevare come l'articolo 3, comma 1, del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 abbia affermato che le disposizioni prevenzionali si applicano a tutti i settori di attività, privati e pubblici, e a tutte le tipologie di rischio.

Immediatamente dopo, al comma 2, si stabilisce che nei riguardi delle Forze armate e di altre organizzazioni speciali, le disposizioni del D.Lgs. 81/08 sono applicate tenendo conto delle particolari esigenze connesse al servizio espletato o alle peculiarità organizzative ivi comprese quelle per la tutela della salute e sicurezza del personale nel corso di operazioni ed attività condotte dalla Forze armate, compresa l'Arma dei Carabinieri.

L'attuazione della disposizione normativa in questione è avvenuta con il Capo I del Titolo III del Libro I del D.P.R. 15 marzo 2010, n. 90 recante "Testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare, a norma dell'articolo 14 della legge 28 novembre 2005, n. 246" (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 18 giugno 2010, n. 140, S.O.).

Infatti, l'art. 244 del regolamento stabilisce che il Capo I in argomento, tenuto conto dei principi, delle peculiarità organizzative e delle particolari esigenze connesse al servizio espletato dalle Forze armate, disciplina l'organizzazione e le attività dirette ad assicurare la tutela della salute e sicurezza del personale militare e civile negli ambienti di lavoro e durante le attività dell'Amministrazione della difesa, in territorio nazionale o all'estero. Lo stesso Capo I si applica anche alle attività lavorative svolte dal personale del Corpo delle capitanerie di porto nelle aree di pertinenza.

L'articolo 184, comma 1, del D.Lgs. 15 marzo 2010, n. 66, recante "Codice dell'ordinamento militare", pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 8 maggio 2010, n. 106, S.O., ribadisce poi che la normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, di cui al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, si applica alle Forze armate nei limiti di compatibilità con gli speciali compiti e attività da esse svolti, tenuto conto delle insopprimibili esigenze connesse all'utilizzo dello strumento militare, come valutate dai competenti organismi militari sanitari e tecnici. A tal fine, i limiti di compatibilità e le esigenze connesse all'utilizzo dello strumento militare sono individuati nel testo unico regolamentare (D.P.R. 15 marzo 2010, n. 90), emanato nel rispetto delle procedure previste dall'art. 3, comma 2, 1° periodo del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.

Attese le nuove disposizioni dettate dal Codice dell'Ordinamento militare e considerate le peculiarità organizzative ed istituzionali del Comando Carabinieri per la tutela della salute - forza armata ad ordinamento militare - che prevedono unicità di comando e controllo attribuite al comandante, il decreto 30 maggio 2017 ha individuato il comandante dei Carabinieri per la tutela della salute quale datore di lavoro per la sede centrale e le sedi periferiche del medesimo comando.

Il medesimo decreto ha infine disposto che gli oneri derivanti dal tale individuazione graveranno sul capitolo di spesa n. 3045 p.g.8, nell'ambito della missione «tutela della salute» - programma «vigilanza, prevenzione e repressione nel settore sanitario» - CdR «direzione generale del personale, dell'organizzazione e del bilancio» - Azione «vigilanza nel settore sanitario svolta dai nuclei antisofisticazioni e sanità dell'Arma dei Carabinieri» dello stato di previsione del Ministero della salute.