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Questo articolo è stato pubblicato il 08 novembre 2017 alle ore 16:45.
L'ultima modifica è del 08 novembre 2017 alle ore 17:45.

8/11/2017


L'inail, con la Circolare 2 novembre 2017, n. 48, ha fornito importanti indicazioni applicative sulle modalità di esecuzione del lavoro agile, sugli obblighi assicurativi, sulla classificazione tariffaria e sulla retribuzione imponibile.

Di particolare interesse rivestono le istruzioni fornite sul tema della tutela della salute e sicurezza. Al riguardo l'Istituto assicuratore ricorda che l'articolo 22, comma 1, della legge 22 maggio 2017, n. 81 ha previsto che, a garanzia della salute e sicurezza del lavoratore che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile, il datore di lavoro abbia l'obbligo di consegnare al lavoratore stesso e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, con cadenza almeno annuale, un'informativa scritta nella quale siano individuati i rischi generali e i rischi specifici connessi alla particolare modalità di esecuzione della prestazione lavorativa.

Nella circolare viene inoltre specificato l'informativa deve specificare le modalità di corretto utilizzo delle attrezzature o apparecchiature eventualmente messe a disposizione e che, al riguardo, il datore di lavoro deve assicurarsi che tali strumenti siano conformi a quanto previsto nell'Allegato III del Testo Unico sulla sicurezza.

Il datore di lavoro stesso dovrà poi garantire nel tempo la permanenza dei requisiti di sicurezza attraverso una loro adeguata manutenzione.

Il richiamo contenuto nella legge 81/2017 alla necessità che le attrezzature messe a disposizione dei lavoratori siano conformi a quanto previsto nell'Allegato III del D.Lgs 81/08 ci induce a ritenere che l'informativa debba contenere quantomeno i seguenti aspetti.

Microclima

Nei luoghi di lavoro devono essere garantite adeguate condizioni di salute e di benessere relativamente al microclima e alla qualità dell'aria, sia ricorrendo a scambi naturali con l'ambiente esterno sia utilizzando appositi impianti di riscaldamento e condizionamento dell'aria. Fermo restando che sono numerosi i fattori che influiscono sul microclima, non ultimi ad esempio il tipo di attività fisica svolta e l'abbigliamento indossato, la normativa tecnica fornisce alcuni parametri di riferimento:

- temperatura interna invernale oscillante tra i 18 e i 22 °C,

- umidità relativa invernale compresa tra 40 - 60 %,

- temperatura interna estiva inferiore all'esterna di non più di 7 °C umidità relativa estiva compresa tra 40 - 50 %,

- velocità dell'aria inferiore a 0,15 m/sec.

Illuminazione

La quantità di luce necessaria in ciascun ambiente viene calcolata sulla base di parametri individuati dalle norme UNI e dipende dal tipo di attività svolta e dalle capacità visive del lavoratore.

Su questo tema la legislazione vigente stabilisce che:

- in tutti i casi in cui sia possibile, è necessario prevedere un'adeguata illuminazione naturale;

- è preferibile evitare la luce solare diretta perché può essere fonte di abbagliamento o di rilessi;

- gli impianti di illuminazione artificiale devono essere previsti per le situazioni e gli orari in cui la luce naturale non è sufficiente.

Rischio rumore

Sono da considerarsi a norma gli ambienti di lavoro in cui il LEP (Livello di Esposizione Personale) di ciascun lavoratore non sia superiore agli 80 decibel.

In un ambiente d'ufficio le principali cause di rumorosità sono identificabili:

- nell'eccessivo affollamento;

- nel sovrapporsi di conversazioni ad elevato volume;

- nell'uso in contemporanea di cellulari, telefoni e apparecchiature rumorose.

Rischio elettrico

Il D.Lgs. 81/2008 obbliga il datore di lavoro a garantire la sicurezza dei lavoratori realizzando esclusivamente impianti "a regola d'arte" (realizzati, cioè, secondo i criteri della buona tecnica) e prevedendo verifiche periodiche dello stato di efficienza di impianti e apparecchiature attraverso regolari interventi di manutenzione e controllo. Importante, in ogni caso, che vengano seguite le seguenti istruzioni:

- prese e interruttori devono essere mantenuti integri e ben fissati alle pareti;

- le apparecchiature devono essere utilizzate in conformità con le istruzioni d'uso fornite dal costruttore nel manuale utente;

- l'utilizzo di prese multiple con numerose spine collegate è da evitarsi o comunque è subordinato alla verifica che la potenza complessiva delle apparecchiature collegate sia compresa entro i limiti indicati sulle prese o sulle ciabatte stesse;

- deve essere evitato l'uso di prese o apparecchiature elettriche in situazioni in cui potrebbero trovarsi a contatto con acqua.

Uso dei videoterminali

Le misure di prevenzione indicate dal legislatore hanno carattere prioritariamente ergonomico (postura, illuminazione, microclima ecc.) e si focalizzano non tanto sul singolo dispositivo quanto sulla postazione di lavoro, composta:

- dal videoterminale stesso;

- dalla tastiera o da altri sistemi di immissione dati eventualmente presenti;

- dal software per l'interfaccia uomo-macchina;

- dagli accessori opzionali e dalle apparecchiature connesse (unità dischi, telefono, stampante ecc.);

- dalla sedia, dal piano di lavoro, dal supporto per i documenti;

- dall'ambiente di lavoro immediatamente circostante.

I rischi connessi all'uso di strumenti informatici riguardano:

- ai rischi per la vista e per gli occhi;

- ai problemi legati alla postura e all'affaticamento fisico o mentale;

- alle condizioni ergonomiche e di igiene ambientale.

Qualora il lavoratore venga definito videoterminalista, a sensi dell'art 173, comma 1 lett. c), deve essere sottoposto ad una visita medica da parte del medico competente che, in questo modo, ne accerta l'idoneità. L'accertamento dell'idoneità, ai sensi del D. Lgs. 81/2008, deve essere ripetuto con la seguente periodicità:

- ogni due anni per i lavoratori classificati come "idonei con prescrizioni" e per i lavoratori che

- abbiano compiuto il cinquantesimo anno di età;

- ogni cinque anni in tutti gli altri casi.

Il medico competente può, in casi particolari, stabilire frequenze diverse.

Criteri per la realizzazione della postazione di lavoro

Questi i requisiti prescritti per la postazione di lavoro:

a) il piano di lavoro deve:

- essere di superficie tanto ampia da consentire l'appoggio degli avambracci;

- avere un'altezza compresa tra 70 e 80 cm;

- non essere riflettente;

- consentire uno spazio adeguato per il posizionamento del sedile e degli arti inferiori.
b) il sedile deve essere in possesso dei requisiti di sicurezza ed ergonomia prescritti dalla normativa e cioè:

- essere dotato di basamento a cinque punti di appoggio o, comunque, stabile;

- essere di tipo girevole;

- presentare un piano regolabile in altezza e uno schienale regolabile in altezza e in inclinazione;

- quando necessario essere corredato di poggiapiedi separato.