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Questo articolo è stato pubblicato il 27 novembre 2017 alle ore 11:38.
L'ultima modifica è del 27 novembre 2017 alle ore 12:37.

27/11/2017


I primi di settembre è entrato in vigore il Decreto del Ministero della Salute 14 giugno 2017, recepimento della direttiva (UE) 2015/1787 che modifica gli allegati II e III della direttiva 98/83/CE sulla qualità delle acque destinate al consumo umano.

Il provvedimento va quindi a sostituire gli allegati II e III della norma nazionale relativa alle acque potabili, ossia il Decreto Legislativo 31/2001.

Nello specifico l'allegato II stabiliva le tipologie di controllo e le frequenze da osservare nel piano di campionamento annuale programmato dalle Asl, mentre l'allegato III fornisce precise indicazioni per l'analisi dei parametri (metodo di analisi e caratteristiche di prestazione).

Per quanto riguarda l'acqua utilizzata nelle imprese alimentari, i valori che devono essere rispettati dall'operatore del settore alimentare (OSA) restano comunque invariati. Tali valori infatti sono riportati nell'allegato I del già citato Decreto Legislativo 31/2001.

Le principali modifiche che il recente regolamento ha sancito sono le seguenti:

- i programmi di controllo, svolti dall'Asl territorialmente competente, possono basarsi sulla valutazione del rischio eseguita dal gestore del servizio idrico. È quindi possibile derogare ai parametri e alle frequenze di campionamento definiti dalla norma, a condizione che il gestore del servizio idrico esegua una valutazione del rischio. Tale valutazione deve essere eseguita prendendo in considerazione la norma EN 15975-2 (Sicurezza della fornitura di acqua potabile – Linee guida per la gestione del rischio e degli eventi critici) oppure seguendo quanto riportato dalle linee guida nazionali per la valutazione e gestione del rischio nella filiera delle acque destinate al consumo umano, secondo il modello dei Water Safety Plans, ossia dei Piani di Sicurezza dell'acqua elaborati dall'Istituto Superiore di Sanità;

- alcuni parametri sono stati modificati, così come alcune frequenze minime di campionamento e alcune analisi relative ai controlli ufficiali;

- vengono stabilite delle specifiche, per i laboratori preposti ai controlli sulla qualità delle acque destinate al consumo umano, in conformità alla norma UNI EN ISO/IEC 17025 (Requisiti generali per la competenza dei laboratori di prova e di taratura). Tali laboratori inoltre dovranno accreditarsi alla suddetta norma, per singole prove o gruppi di prove, entro il 31 dicembre 2019.