Storia dell'articolo
Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 04 dicembre 2017 alle ore 12:22.
L'ultima modifica è del 04 dicembre 2017 alle ore 13:22.

4/12/2017


Per i vini di qualità italiani solo medaglie, premi e trofei vinti in concorsi enologici ufficiali e autorizzati, organizzati dagli appositi organismi riconosciuti dal Ministero delle Politiche Agricole, solo con giurie di degustazione selezionate e di comprovata qualità ed esperienza professionale.

Decreto Mipaaf

Sulla Gazzetta Ufficiale, 27 novembre 2017, n. 277, pubblicato il Decreto Ministero Politiche Agricole 9 novembre 2017, recante «Disciplina dei concorsi enologici, in applicazione dell'articolo 42, comma 3, della Legge 12 dicembre 2016, n. 238», cd Testo Unico del Vino, che stabilisce i requisiti organizzativi e di regolamento necessari al riconoscimento come «concorsi enologici» ufficiali.

Testo unico

La Legge 12 dicembre 2016, n. 238, che reca la «Disciplina organica della coltivazione della vite e della produzione e del commercio del vino», fornendo il nuovo quadro normativo per il settore vitivinicolo, all'articolo 42 rinvia a un apposito Decreto del Mipaaf le disposizioni per la disciplina del riconoscimento degli organismi ufficialmente autorizzati a organizzare concorsi enologici, quelle della partecipazione al concorso, compresa la composizione delle commissioni di degustazione, del regolamento di concorso nonché del rilascio, della gestione e del controllo del corretto utilizzo delle distinzioni attribuite.

Concorsi enologici

L'articolo 1 del decreto definisce i concorsi enologici, riconosciuti e autorizzati dal Ministero, quali la partecipazione, dopo apposita iscrizione delle ditte produttrici interessate, a selezioni ufficiali, dotate di apposito regolamento, di partite di vini nazionali a Denominazione di origine protetta (DOP), a Indicazione geografica protetta (IGP), nonché vini spumanti di qualità, in gara per ottenere il diritto di fregiarsi dell'apposita «distinzione» prevista per il possesso dei requisiti previsti negli appositi regolamenti di concorso. La partecipazione ai concorsi enologici internazionali è consentita anche a partite di vini a Indicazione geografica provenienti dai Paesi terzi.

Premi e medaglie

All'esito dei concorsi enologici riconosciuti, prosegue il Decreto ministeriale, le partite di vino selezionate potranno quindi fregiarsi di apposita «distinzione», intesa come qualunque forma di riconoscimento, come medaglie, diplomi, premi, trofei, menzione in etichetta, bollino, o quant'altro, attribuiti ai vini partecipanti con esito positivo al concorso autorizzato, con la precisazione che solo quelli sottoposti alle disposizioni dello stesso Decreto potranno chiamarsi «concorsi enologici» ai sensi del Testo Unico del Vino.

Organismi autorizzati

A tal fine, il Decreto detta puntualmente i criteri organizzativi e di regolamento per il riconoscimento e l'autorizzazione degli appositi organismi deputati a bandire e gestire concorsi enologici, di spettanza del Dipartimento delle politiche competitive, della qualità agroalimentare, ippiche e della pesca, Direzione generale per la promozione della qualità agroalimentare e dell'ippica, qualità certificata e tutela indicazioni geografiche prodotti agricoli, agroalimentari e vitivinicoli del Mipaaf, con facoltà dell'amministrazione di imporre prescrizione ai regolamenti di concorso e unico autorizzato ad approvarne le modifiche successive.

Pubblicità e regolamento

I concorsi autorizzati dal Ministero dovranno essere pubblicati, per estratto, su almeno due quotidiani o riviste specializzate del settore, almeno un mese prima dell'inizio delle selezioni, con incarico a un notaio o altro pubblico ufficiale autorizzato e indicazioni sui comitati e commissioni di concorso, con pubblicazione almeno 15 giorni prima dei nomi dei componenti le commissioni di degustazione.

I regolamenti dei concorsi, prevede l'articolo 3 del provvedimento, dovranno specificare le finalità, le tipologie di vini ammessi e i quantitativi minimi delle partite selezionate, la dimensione delle bottiglie, comunque non superiore a due litri e non inferiore a 0,375 litri, tranne che ne caso di concorsi locali, i requisiti delle cantine partecipanti, le modalità di selezione dei campioni da concorso, ma soprattutto i criteri di valutazione e di punteggio, la soluzione dei contrasti e la tipologia di distinzione attribuita all'esito della gara.

Requisiti di partecipazione

Il Decreto puntualizza, quindi, i criteri, le informazioni e i requisiti per la partecipazione e selezione delle aziende vitivinicole, che dovranno garantire l'accesso agli stabilimenti per il prelievo dei campioni, i sopralluoghi e i controlli, con facoltà di denuncia, come fatto illecito, delle irregolarità riscontrate, agli uffici competenti per territorio del Dipartimento dell'ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari del Ministero. Solo le aziende «immacolate» potranno partecipare, con esclusione di produttori condannati, con sentenza definitiva, per frodi o sofisticazioni.

Commissioni

L'articolo 6 del Decreto disciplina dettagliatamente requisiti, composizione e selezione delle commissioni di degustazione, che dovranno, in maggioranza, essere composte da tecnici degustatori, come periti agrari specializzati in viticoltura ed enologia od enotecnico, nonché enologi diplomati, che abbiamo almeno un anno di attività nel settore, con regole particolari per i concorsi internazionali. Limiti anche alle degustazioni, che non potranno riguardare più di 15 campioni per seduta, per 4 sedute al giorno, con apposite pause, con valutazioni degli esami organolettici secondo il metodo di analisi sensoriale « Union internationale des oenologues » o « Union internationale des oenologues /Organizzazione internazionale della vigna e del vino» e con voto minimo di 80/100.

Distinzioni

All'esito dei concorsi autorizzati, dovranno essere rilasciate le previste distinzioni, esclusivamente ai vincitori del concorso e alle partite selezionate per la partecipazione, da applicare sulle etichette delle confezioni e bottiglie di vini Dop, Igp e spumanti di qualità, purché idonee a non trarre in inganno i consumatori su origine geografica e marca commerciale, oltre che conformi alla normativa Ue in tema di etichettatura.