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Questo articolo è stato pubblicato il 05 dicembre 2017 alle ore 09:32.
L'ultima modifica è del 05 dicembre 2017 alle ore 10:32.

5/12/2017


Il Consiglio dei ministri dello scorso 1° dicembre 2017 ha approvato in via definitiva un regolamento, da attuarsi mediante decreto del Presidente della Repubblica, che attua la direttiva 2014/90/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 luglio 2014 sull'equipaggiamento marittimo.

L'obiettivo principale della direttiva è di assicurare che l'equipaggiamento marittimo sia conforme alle norme di sicurezza previste dalle normative internazionali, comprese le pertinenti norme di prova, e che l'equipaggiamento stesso possa circolare liberamente nel mercato interno ed essere sistemato a bordo di navi battenti bandiera di qualsiasi Stato membro.

La direttiva si applica all'equipaggiamento presente o da installare a bordo delle navi UE, per il quale gli strumenti internazionali richiedono l'approvazione da parte dell'amministrazione dello Stato di bandiera, a prescindere dal fatto che la nave si trovi o meno sul territorio dell'Unione nel momento in cui l'equipaggiamento è installato a bordo.

Il provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri prevede, quindi, che gli operatori economici siano responsabili della conformità dell'equipaggiamento marittimo in funzione del rispettivo ruolo che rivestono nella catena di fornitura, in modo da garantire un elevato livello di protezione degli interessi pubblici disciplinati e una concorrenza leale nel mercato dell'Unione.

Poiché l'equipaggiamento marittimo è installato a bordo delle navi al momento della loro costruzione o riparazione in qualsiasi parte del mondo, la vigilanza del mercato appare particolarmente difficile e non può essere efficacemente coadiuvata da controlli ai confini.

Pertanto, dovrebbero essere precisati con chiarezza i rispettivi obblighi degli Stati membri e degli operatori economici nell'ambito dell'Unione.

Al riguardo viene previsto l'obbligo di assicurare che a bordo delle navi sia montato esclusivamente equipaggiamento conforme e che tale obbligo sia rispettato attraverso il rilascio, la convalida o il rinnovo dei certificati di siffatte navi da parte dell'amministrazione dello Stato di bandiera a norma delle convenzioni internazionali, nonché attraverso regimi nazionali di vigilanza del mercato istituiti in conformità del quadro unionale di vigilanza del mercato.

L'uso di equipaggiamento marittimo sprovvisto del marchio di conformità è consentito in circostanze eccezionali, soprattutto quando non sia possibile per una nave acquisire equipaggiamento provvisto del marchio in un porto o in una struttura al di fuori dell'Unione o se tale equipaggiamento provvisto del marchio non sia disponibile sul mercato

Allo scopo di rafforzare ulteriormente la sicurezza in ambito marittimo, il nuovo assetto normativo istituisce, infine, l'Autorità di vigilanza sul mercato che si occupa, in maniera strutturata e permanente, anche attraverso l'effettuazione di prove di laboratorio, dei rischi derivanti dagli equipaggiamenti marittimi presenti sul mercato e a bordo dei navigli europei.
Se nel corso della valutazione l'autorità di vigilanza conclude che l'equipaggiamento marittimo non rispetta i requisiti di legge, chiede tempestivamente all'operatore economico interessato di adottare tutte le misure correttive del caso al fine di rendere l'equipaggiamento marittimo conforme ai suddetti requisiti oppure di ritirarlo dal mercato o di richiamarlo entro tale termine ragionevole e proporzionale alla natura del rischio, a seconda dei casi.
Qualora l'operatore non adotti le misure correttive adeguate entro il periodo prescritto dalle autorità di vigilanza, quest'ultima adotta tutte le opportune misure provvisorie per vietare o limitare la messa a disposizione dell'equipaggiamento marittimo sul loro mercato nazionale o sulle navi battenti la loro bandiera, per ritirarlo da tale mercato o per richiamarlo.