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Questo articolo è stato pubblicato il 10 gennaio 2018 alle ore 12:09.
L'ultima modifica è del 10 gennaio 2018 alle ore 13:09.

10/1/2018


L'Ufficio VII della Direzione Generale della Sanità Animale e dei Farmaci Veterinari, come ogni anno, ha emanato il rapporto sui controlli ufficiali in alimentazione animale effettuati in Italia.

Il rapporto si propone di far conoscere gli esiti dei controlli ufficiali effettuati nel 2016, secondo anno di applicazione del Piano Nazionale di controllo ufficiale sull'alimentazione animale (PNAA) valevole per gli anni 2015 – 2016 - 2017, che ha come obiettivo primario quello di assicurare i controlli ufficiali nella filiera dei mangimi eseguiti dai Servizi Veterinari delle AA.SS.LL. coordinati dai Servizi Veterinari Regionali e dalle Autorità Competenti dei PIF e degli UVAC.

I controlli sono previsti su tutto il territorio nazionale dal Ministero della Salute, attraverso l'emanazione del PNAA aggiornato e modificato alla luce delle nuove normative comunitarie in materia di alimentazione animale e dei risultati dei controlli dell'anno precedente.

Tali controlli ufficiali, sia di tipo ispettivo che analitico, hanno come obiettivo fondamentale quello di assicurare un sistema ufficiale di controllo dei mangimi lungo l'intera filiera alimentare, al fine di garantire un elevato livello di protezione della salute umana, animale e dell'ambiente.

Il Piano Nazionale di controllo ufficiale sull'alimentazione animale relativo agli anni 2015 – 2016 - 2017

Il Ministero della Salute ha predisposto il Piano Nazionale di controllo ufficiale sull'alimentazione animale (PNAA) con la finalità di contribuire a tutelare la salute e il benessere animale ed assicurare la salubrità dei prodotti di origine animale destinati al consumo umano attraverso la vigilanza e il controllo ufficiale sui mangimi.

Il PNAA è parte integrante e sostanziale del sistema nazionale di controllo sull'alimentazione animale. Il PNAA ha valenza pluriennale (anni 2015/2016/2017) in linea con quanto stabilito dal Regolamento (CE) 882/2004, e in coerenza con i principi enunciati dall'art. 45 del Regolamento stesso.

L'esecuzione e l'applicazione del PNAA a livello territoriale è frutto della collaborazione di varie Istituzioni con diversi ruoli e competenze.

Il PNAA è programmato dal Ministero della Salute in collaborazione con l'Istituto Superiore di Sanità (I.S.S.), il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali - Ispettorato centrale per il controllo della qualità dei prodotti agroalimentari (ICQRF), le Regioni e le Province Autonome, gli Istituti Zooprofilattici Sperimentali (II.ZZ.SS.), i Centri di Referenza Nazionali e i Laboratori Nazionali di Riferimento (LNR).

La programmazione consiste principalmente nell'individuazione delle matrici (mangimi e acqua di abbeverata) da prelevare, delle sostanze da ricercare, nonché nell'attribuzione alle Regioni del numero di campionamenti da effettuare.

L'analisi dei rischi

L'effettuazione dell'analisi dei rischi si basa sui seguenti criteri:

- valutazione dei dati statistici ed epidemiologici derivanti dall'attività di controllo svolta negli anni precedenti,

- utilizzo delle banche dati (ad es. BDN),

- studi che permettano di definire la priorità dei controlli, ad esempio le caratteristiche e la localizzazione dello stabilimento, il tipo, l'entità e le tecniche di produzione, la specie di destinazione, l'origine delle materie prime, ecc.,

- precedenti "allerta" comunitarie.

Il ruolo del Ministero della Salute e delle Regioni

Il Ministero della Salute coordina l'attività di vigilanza e controllo a livello nazionale e trasmette il PNAA alle Regioni e Province Autonome (PA) che, tramite gli Assessorati alla Sanità (o altri organi competenti), sviluppano una programmazione regionale (PRAA) con la quale vengono fornite nel dettaglio tutte le indicazioni e le istruzioni alle AA.SS.LL al fine di garantire la corretta applicazione del Piano stesso.

Le Regioni e le Province Autonome sono, poi, tenute a trasmettere i propri Piani Regionali per una successiva valutazione da parte del Ministero ai fini di assicurare una piena rispondenza ai criteri indicati nel PNAA.

Qualora i PRAA non soddisfino pienamente i criteri del PNAA, il Ministero della Salute richiede alle Regioni e Province Autonome un adeguamento alle disposizioni nazionali. Questa attività di valutazione da parte dell'Autorità Centrale ha certamente migliorato l'uniformità di programmazione dei controlli ufficiali in tutte le Regioni e Province autonome italiane.

L'attività di controllo sui mangimi esteri

L'attività di controllo sui mangimi provenienti dai Paesi Terzi o di provenienza comunitaria è svolta, rispettivamente, dai PIF (Posti di ispezione frontaliera) e dagli UVAC (Uffici veterinari adempimenti CE).

I campioni raccolti sono analizzati dagli II.ZZ.SS., la cui attività, per quanto riguarda gli aspetti tecnico-scientifici, è coordinata dall'I.S.S. che effettua anche le analisi di revisione.

L'attività di controllo, laddove particolari esigenze specifiche lo richiedano, si avvale di organismi di altri comparti dello Stato (Comando Carabinieri per la Tutela dalla Salute, ICQRF, Guardia di Finanza, Polizia di Stato, ecc.).

Inoltre al fine di assicurare la piena coerenza con gli obiettivi del PNAA, il Ministero della Salute predispone annualmente un programma di AUDIT sulle Autorità competenti Regionali e richiama le Regioni e le Province Autonome, che ancora non hanno provveduto alla predisposizione di un programma di Audit presso le AA.SS.LL., ai sensi dell'articolo 4, par. 6 del Regolamento (CE) 882/04.

I contenuti del Piano

Il PNAA 2015 - 2017 è stato strutturato in tre parti principali al fine di dare una migliore organicità e coerenza al piano stesso: una parte generale descrittiva; una parte tecnica applicativa; una terza parte, disponibile on line sul sito del Ministero della Salute, che raccoglie la modulistica, le informazioni e gli approfondimenti di carattere pratico.

Nella parte generale del PNAA 2015 - 2017 sono fornite le indicazioni e le procedure per effettuare sia gli interventi ispettivi, finalizzati a verificare presso gli operatori del settore mangimi (OSM) i requisiti strutturali, gestionali e documentali previsti dalla normativa vigente, sia le attività di prelievo e analisi dei campioni ufficiali di mangime.

Nella parte tecnica del PNAA 2015-2017 sono invece descritti in dettaglio i programmi di campionamento specifici riferiti al controllo di particolari sostanze presenti nei mangimi e raggruppate nei relativi capitoli di seguito illustrati.

Il PNAA, quindi, stabilisce il numero minimo di ispezioni che devono essere effettuate presso gli OSM, i criteri di ripartizione dei campioni da prelevare e la numerosità campionaria che ogni singola Regione deve soddisfare e fornisce, inoltre, i modelli dei verbali di prelievo dei campioni, dei verbali di ispezione, dei verbali per le segnalazioni delle positività/non conformità e la modulistica per l'invio dei dati relativi all'attività svolta.

Al fine di effettuare un'omogenea e coordinata attività di controllo sui mangimi, volta a verificare il rispetto dei requisiti previsti dalla normativa, vengono effettuati sia sopralluoghi ispettivi presso gli OSM che campionamenti e l'analisi di mangimi applicando il principio di controllo di filiera e di rintracciabilità del mangime lungo tutte le fasi della sua produzione ed utilizzo.

La vigilanza ispettiva viene svolta su tutte le imprese del settore dei mangimi quali produttori primari, allevamenti, mangimifici, distributori, industrie alimentari che forniscono sottoprodotti all'alimentazione animale, trasportatori di mangimi, con il fine di verificare il possesso ed il mantenimento dei requisiti strutturali e funzionali dell'impresa del settore dei mangimi oggetto di vigilanza.

Sui campioni previsti dal PNAA, viene effettuata la ricerca di:

- costituenti di origine animale non ammessi nei mangimi,

- Salmonella spp.,

- sostanze farmacologicamente attive e additivi destinati all'alimentazione animale,

- sostanze indesiderabili che includono anche i contaminanti ambientali (micotossine, diossine, melamina e altri),

- organismi geneticamente modificati (OGM).

I dati relativi all'attività di controllo ufficiale svolta ai sensi del PNAA sono comunicati regolarmente, con scadenze semestrali, dalle Aziende Sanitarie Locali agli Assessorati alla Sanità delle Regioni e Province Autonome che, a loro volta, provvedono a trasmetterli al Ministero.

Inoltre, le Regioni e Province Autonome inviano una relazione annuale per chiarire la natura ed il contenuto delle ispezioni e degli Audit effettuati nel corso dell'anno.

Il Ministero aggrega i dati nazionali su base annua e li trasmette alla Commissione Europea con le modalità stabilite dall'articolo 44 del Regolamento (CE) n. 882/2004 e comunque entro sei mesi dalla fine dell'anno di rilevazione dei dati da parte delle Regioni o Province autonome.

Il PNAA nel corso dell'anno 2016 è stato aggiornato, relativamente al capitolo importazioni, mediante la pubblicazione, con nota prot. 10457-P 28/04/2016, dell'Addendum 1/2016.