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Questo articolo è stato pubblicato il 23 gennaio 2018 alle ore 11:29.
L'ultima modifica è del 23 gennaio 2018 alle ore 12:29.

23/1/2018


Presentanti a Bergamo i Distretti del cibo, un nuovo strumento previsto dalla legge di bilancio per garantire ulteriori risorse e opportunità per la crescita e il rilancio a livello nazionale di filiere e territori.

I nuovi distretti

Vengono definiti come Distretti del cibo:

- i distretti rurali e agroalimentari di qualità già riconosciuti o da riconoscere;

- i distretti localizzati in aree urbane o periurbane caratterizzati da una significativa presenza di attività agricole volte alla riqualificazione ambientale e sociale delle aree;

- i distretti caratterizzati dall'integrazione fra attività agricole e attività di prossimità.

- i distretti biologici.

Per garantire lo sviluppo di tutto il territorio e non solo delle singole filiere, i nuovi Distretti opereranno attraverso programmi di progettazione integrata territoriale.

Il funzionamento

Il riconoscimento dei Distretti viene affidato alle Regioni e alle Province autonome che provvedono a comunicarlo al Mipaaf presso il quale è istituito il Registro nazionale dei Distretti del Cibo, disponibile sul sito del Ministero. Per il rilancio del settore e per il sostegno ai distretti sono stati stanziati 5 milioni di euro per il 2018 e 10 milioni a decorrere dal 2019.

I distretti, esempi a livello nazionale

• Il Distretto Rurale della Maremma;

• Il Bio-distretto dell'agricoltura sociale di Bergamo;

• Il Consorzio distretto agricolo di Milano-Dam;

• Il distretto agricolo bassa Bergamsca-Dabb.