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Questo articolo è stato pubblicato il 25 gennaio 2018 alle ore 09:55.
L'ultima modifica è del 25 gennaio 2018 alle ore 11:01.

25/7/2018


È stata approvata la relazione della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività connesse al ciclo dei rifiuti (commissione ‘Ecomafie') riguardante l fenomeno degli incendi negli impianti di trattamento e smaltimento di rifiuti

Molti i dati emersi: circa il 20% dei casi di incendio in impianti di trattamento e smaltimento rifiuti ha origine dolosa, il 47,5% degli incendi è avvenuto nelle Regioni del nord. Il 2017 è stato l'anno con il massimo numero tendenziale di eventi; l'azione penale è stata esercitata nel 13% dei casi.

La Commissione, richiamata la difficoltà nel fornire una spiegazione complessiva del fenomeno, ritiene che emergono alcuni elementi:

- la fragilità degli impianti, spesso non dotati di sistemi adeguati di sorveglianza e controllo;
la rarefazione dei controlli sulla gestione che portano a situazioni di sovraccarico degli impianti e quindi di incrementato pericolo di incendio;

- la possibilità, determinata da congiunture nazionali e internazionali, di sovraccarico di materia non gestibile, che quindi dà luogo a incendi dolosi "liberatori";

- la disomogeneità delle risposta investigativa e giudiziaria; nell'ambito dei procedimenti penali instaurati, potrebbe risultare di particolare utilità la condivisione di protocolli investigativi, con diffusione su base nazionale delle migliori prassi e omogeneità negli accertamenti e nell'esercizio dell'azione penale;

- l'elevato impegno di risorse richiesto da un incendio in impianti di trattamenti di rifiuti per quanto riguarda le operazioni di spegnimento da parte dei vigili del fuoco, gli interventi di tutela della popolazione, i monitoraggi ambientali e le investigazioni, è tale da suggerire o imporre un investimento adeguato nella prevenzione, che sicuramente corrisponde a un interesse non solo di tutela ambientale ma anche di migliore gestione delle risorse pubbliche;

- la natura degli impianti e lo svolgimento in essi di attività pericolose, richiedono una prevenzione coordinata che abbia riguardo al rilascio delle autorizzazioni in materia ambientale, alla certificazione antincendio - e al loro rinnovo - nonché a controlli non solo documentali ma anche fisici degli impianti, numericamente adeguati;

- va poi superata l'"invisibilità" di molti eventi: un incendio è un fatto potenzialmente costituente reato, nella forma dolosa o in quella colposa; le notizie di reato devono pervenire alle procure della Repubblica in forma utile e a seguito del necessario coordinamento informativo tra Vigili del fuoco, agenzie ambientali, polizie giudiziarie specializzate e territoriali, anche costruendo una base informativa comune, che risulti coerente nel riportare la natura dei fatti e i numeri;

Altri temi si riflettono sul possibile innalzamento dell'omogeneità e della qualità della risposta investigativa e giudiziaria, e prima ancora della qualità ed efficacia dei controlli in sede amministrativa, quali:

- le vicende autorizzative riguardanti i gestori degli impianti;

- le situazioni societarie, assicurative e fideiussorie degli impianti;

- la natura e misura dei materiali stoccati, correlata all'autorizzazione e caratteristiche si qualitative che quantitative;

- il rispetto delle prescrizioni delle autorizzazioni ambientali;

- il rispetto della normativa antincendio e prevenzionistica.

In conclusione, Il tema degli incendi in impianti di trattamento dei rifiuti costituisce campo di prova di una capacità di coordinamento tra soggetti pubblici e di visione integrata dei problemi ambientali e del ciclo dei rifiuti, in difetto della quale non potrà esservi adeguata prevenzione del fenomeno.