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Questo articolo è stato pubblicato il 27 febbraio 2018 alle ore 11:10.
L'ultima modifica è del 27 febbraio 2018 alle ore 12:10.

27/2/2018


È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 47 del 26 febbraio 2018 il decreto 16 novembre 2017 recante "Indicazione dell'origine in etichetta del pomodoro".

Ecco le principali novità del provvedimento.

L'applicazione delle norme

Le disposizioni del decreto si applicano esclusivamente ai seguenti prodotti alimentari preimballati destinati al consumatore finale:

a) derivati del pomodoro;

b) sughi e salse preparate a base di pomodoro (di cui al codice doganale 21032000), ottenuti mescolando uno o più dei derivati di cui al punto precedente con altri prodotti di origine vegetale o animale, il cui peso netto totale è costituito per almeno il 50% dai derivati di cui al punto precedente.

Le indicazioni d'origine da riportare sull'etichetta

L'indicazione di origine dei prodotti prevede l'utilizzo in etichetta della dicitura:

a) «Paese di coltivazione del pomodoro»: nome del Paese in cui è stato coltivato il pomodoro;

b) «Paese di trasformazione del pomodoro»: nome del Paese in cui il pomodoro è stato trasformato.

Nel caso in cui il pomodoro impiegato per i prodotti sia stato coltivato e trasformato interamente in un unico Paese, l'indicazione di origine potrà prevedere l'utilizzo della sola dicitura: Origine del pomodoro: nome del Paese.

Qualora ciascuna delle operazioni avvenga nei territori di più Paesi membri dell'Unione europea o situati al di fuori dell'Unione europea, per indicare il luogo in cui la singola operazione è stata effettuata, è possibile essere utilizzate le seguenti diciture: «UE», «non UE», «UE e non UE».

L'applicazione delle nuove norme

Le nuove disposizioni del presente decreto si applicano in via sperimentale fino al 31 dicembre 2020.

I rapporti con l'UE

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e il Ministero dello sviluppo economico trasmetteranno alla Commissione europea entro il 30 settembre 2020 un rapporto sull'applicazione delle disposizioni di cui al presente decreto.

Il decreto perderà efficacia in caso di adozione da parte della Commissione di un'ulteriore disciplina su questa materia.