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Questo articolo è stato pubblicato il 10 aprile 2018 alle ore 12:24.
L'ultima modifica è del 10 aprile 2018 alle ore 14:24.

10/042018


È stato pubblicato sulla G.U. n. 79 del 5 aprile 2018, il decreto 18 dicembre 2017 riguardante i criteri e i requisiti delle mense scolastiche biologiche.

Le finalità

Il decreto si propone di:

a) promuovere il consumo di prodotti biologici e sostenibili per l'ambiente nell'ambito dei servizi di refezione scolastica negli asili nido, nelle scuole dell'infanzia, nelle scuole primarie e nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado;

b) definire i requisiti, incluse le percentuali minime di utilizzo di prodotti biologici, nonché le specifiche tecniche necessarie per qualificare il servizio di refezione scolastica quale mensa biologica, in conformità alla disciplina europea vigente, ai sensi del comma 5-bis dell'art. 64 della legge 21 giugno 2017, n. 96;

c) definire criteri di premialità, da inserire nella documentazione di gara per favorire il consumo di prodotti biologici sostenibili per l'ambiente e a ridurre lo spreco alimentare.

Le definizioni

All'art. 2 il decreto detta le definizioni dei soggetti interessati alle disposizioni del decreto:

• «mensa scolastica biologica»: il servizio di refezione collettiva scolastica conforme ai requisiti previsti dal presente decreto;

• «stazione appaltante»: i soggetti pubblici appaltanti che aggiudicano servizi di refezione collettiva scolastica;

• «appaltatore»: l'impresa o il raggruppamento temporaneo di imprese o il consorzio di imprese aggiudicatario di servizi di refezione collettiva scolastica;

• «soggetto erogante il servizio di mensa biologica»: le scuole non pubbliche che erogano i servizi di refezione scolastica biologica.

• «prodotto biologico» o «alimento biologico»: il prodotto ottenuto in conformità alle norme stabilite dal regolamento (CE) n. 834/2007 e dal regolamento (CE) n. 889/2008.

Gli adempimenti dei soggetti appaltanti

Per l'affidamento del servizio di mensa scolastica biologica, le stazioni appaltanti e i soggetti eroganti il servizio di mensa biologica prevedono nella documentazione di gara o nei relativi contratti i requisiti, le specifiche tecniche nonché i criteri di premialità di cui all'Allegato 1 (Percentuali minime, requisiti e specifiche tecniche) del decreto.

Presso il Ministero delle politiche agricole è istituito un elenco delle stazioni appaltanti che hanno proceduto all'aggiudicazione del servizio di mensa biologica e dei soggetti che erogano il servizio.

È fatto obbligo alle stazioni appaltanti che aggiudicano i servizi di mensa e ai soggetti eroganti di chiudere l'iscrizione nell'elenco (pubblicato sul sito web dei Ministeri delle politiche agricole e dell'istruzione) del Ministero attraverso il modulo dell'Allegato 2 del decreto.

I requisiti e le specifiche di qualificazione delle mense

La classificazione delle materi prime

Una mensa per essere definita biologica è tenuta a rispettare le seguenti percentuali minime di utilizzo in peso e per singola tipologia di prodotto:

• frutta, ortaggi, legumi, prodotti trasformati di origine vegetale (escl. succhi di frutta), pane e prodotti da forno, pasta, riso, farine, cereali e derivati, olio extravergine: 70%;

• uova, yogurt e succhi di frutta: 100%;

• prodotti lattiero-caseari (escl. yogurt), carne, pesce da acquacoltura: 30%.

Il decreto prevede la possibilità di istituzione di marchi collettivi: in tal caso le percentuali in peso e per singola tipologia di prodotto sono:

• frutta, ortaggi, legumi, prodotti trasformati di origine vegetale (escl. succhi di frutta), pane e prodotti da forno, pasta, riso, farine, cereali e derivati, olio extravergine: 90%;

• uova, yogurt e succhi di frutta: 100%;

• prodotti lattiero-caseari (escl. yogurt), carne, pesce da acquacoltura: 50%.

La preparazione dei piatti

Per la preparazione dei piatti, i criteri sono:

• gli additivi e coadiuvanti impiegabili sono solo quelli inclusi nell'allegato VIII (A e B) del regolamento (CE) n. 889/2008;

• gli aromi eventualmente impiegati sono preparazioni aromatiche naturali o aromi naturali, come definiti dal regolamento n. 1334/2008;

• è vietato l'utilizzo di OGM e prodotti derivati o ottenuti da OGM;

• possono essere utilizzati prodotti stagionali, nel rispetto del calendario della stagionalità, secondo apposite linee guida che saranno pubblicate dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.

Anche nella conservazione e stoccaggio deve essere garantita la separazione tra ingredienti convenzionale e biologici; alla stessa maniera i contenitori e i piatti utilizzati per gli ingredienti biologici devono essere di colore e/o formato differente da quelli utilizzati.

I criteri di premialità

Le stazioni appaltanti sono obbligate ad inserire nei bandi di gara alcuni criteri di premialità (attribuendogli il massimo punteggio nella valutazione qualitativa dell'offerta), tra i quali:

• impegno a recuperare i prodotti non somministrati e a destinarli ad organizzazioni non lucrative di utilità sociale che effettuano, a fini di beneficenza, distribuzione gratuita agli indigenti di prodotti alimentari, in linea con quanto previsto dalla legge 19 agosto 2016, n. 166;

• percentuale di utilizzo di alimenti biologici di cui sopra, prodotti in un'area vicina al luogo di somministrazione del servizio, al fine di ridurre l'impatto ambientale derivante dai servizi di refezione, con particolare riferimento alla riduzione delle emissioni di gas effetto serra; l'area di produzione è considerata vicina se si trova in un raggio massimo di 150 km terrestri. Per le isole la distanza è da calcolarsi in relazione alla terraferma, pertanto al netto di quella occupata dal mare.