Storia dell'articolo
Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 04 dicembre 2018 alle ore 10:57.
L'ultima modifica è del 04 dicembre 2018 alle ore 12:02.

4/12/2018


In materia di alimenti e bevande, la cattiva conservazione di vino sfuso, in locali e vasche di cemento in pessimo stato igienico-sanitario, anche se punibile come reato, non comporta l'automatica confisca e la conseguente distruzione del vino, se non viene accertato, con analisi e rilievi, anche lo stato di contaminazione e la pericolosità per il consumo, non potendo semplicemente essere ritenuto il provento del reato.

Sentenza annullata

Così ha rilevato la Corte di Cassazione, sezione III Penale, con la sentenza 23 novembre 2018, n. 52831, con cui ha parzialmente accolto il ricorso contro una sentenza di condanna per illecita detenzione di prodotti vinosi, destinati al consumo, in cattivo stato di conservazione, limitatamente alla sanzione accessoria della confisca facoltativa e conseguente distruzione del vino sfuso oggetto del reato, non avendo accertato le analisi compiute dai Nas alcuna contaminazione rilevante.

I responsabili della cantina condannata hanno contestato, sul punto, l'applicazione della confisca facoltativa, rilevando come, dalle analisi, fosse emerso che il vino, del valore di diverse centinaia di migliaia di euro, era «sano, leale e mercantile», in quanto integro e non contaminato.

Pessima conservazione

In materia, ribadisce la Corte, confermando la condanna nel merito, l'articolo 5, lettera b), della Legge n. 283/1962, sulla «Disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande», punisce la detenzione, per la distribuzione per il consumo, prodotti vinosi vari, in cattivo stato di conservazione. Nel caso di specie, i Nas avevano accertato la detenzione dei prodotti vinosi in vasi e locali di una vecchia cantina sociale dichiarata fallita, trovando il vino sfuso raccolto in vasche di cemento con il rivestimento interno «sbrecciato», all'interno di locali in pessimo stato igienico-sanitario, privi di piastrelle, sporchi, impolverati e pieni di ragnatele, compreso sui bocchettoni dei vasi vinari.

Provento vinicolo

Non condivisibile, per gli ermellini, è la decisione del Tribunale di merito che ha disposto anche la confisca e conseguente distruzione del prodotto vinario sottoposto a sequestro penale da parte dei Nas, non potendo condividere la qualifica del vino sfuso quale «provento del reato», quale vantaggio derivante dal reato, seppure futuro, sperato ed eventuale in virtù della detenzione in vasi e locali in violazione delle norme igieniche, avendo le analisi provato che il prodotto non presentava contaminazioni, al punto da renderlo inidoneo alle successive lavorazioni necessarie a farlo diventare un prodotto finito destinato alla vendita e al consumo, non operando in materia una ipotesi di confisca obbligatoria e ritenendo quindi insufficiente la motivazione della misura irrogata.