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Questo articolo è stato pubblicato il 07 gennaio 2019 alle ore 11:28.
L'ultima modifica è del 07 gennaio 2019 alle ore 12:27.

7/1/2019


Lo scorso 25 ottobre, con 583 voti favorevoli, 16 contrari e 20 astensioni, gli eurodeputati hanno adottato una proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio dell'Unione europea relativa ai medicinali veterinari per limitare l'uso di antibiotici nelle aziende agricole.

Il 26 novembre l'importante accordo raggiunto e` stato adottato dal Consiglio dell'Unione europea e il relativo testo verrà pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea ed entrerà a breve in vigore, anche se le disposizioni saranno pienamente operative solo alla fine del 2021. Si tratta sicuramente di un regolamento importante che garantirà la salute pubblica con benefici a tutti i consumatori.

Il Centro europeo per il controllo delle malattie (ECDC) aveva evidenziato che i batteri negli esseri umani, negli alimenti e negli animali dimostravano un aumento di resistenza agli antimicrobici più diffusi.

Oltre al famoso Stafilococco aureus gli scienziati avevano individuato diversi altri batteri che stavano via via progredendo nella capacità di resistere agli effetti degli antibiotici. Ad esempio uno dei batteri che maggiormente determina infezioni alimentari, il Campylobacter, sta diventando sempre più resistente alla ciprofloxacina, un antibiotico di fondamentale importanza per il trattamento delle infezioni umane, riducendo così le opzioni per un trattamento efficace di gravi patologie di origine alimentare. Questo progresso nel resistere agli antibiotici è stato riscontrato anche in altri batteri che possono infettarci tramite gli alimenti, come Salmonella, Eschericchia, enterococchi ecc.

Al fine di combattere tale problema, le nuove regole impongono modi più responsabili di produrre, vendere e utilizzare mangimi medicati. La legislazione approvata stabilisce che tali medicinali non devono in nessun caso servire a migliorare le prestazioni o a compensare la scarsa cura dell'animale e potranno essere utilizzati, solo se pienamente giustificati da un veterinario, nei casi in cui vi sia un alto rischio di infezione. Si limita inoltre l'uso di antimicrobici come misura preventiva, in assenza di segni clinici di infezione (ossia l'uso profilattico).

L'uso metafilattico (trattamento di un gruppo di animali quando si manifestano segni di infezione) dovrebbe essere l'ultima risorsa, e si potrà utilizzare solo dopo che un veterinario ha diagnosticato l'infezione e prescritto gli specifici antimicrobici.

I farmaci quindi potranno essere utilizzati solo se pienamente giustificati da un veterinario e nei casi in cui vi è un alto rischio di infezione.

Altro aspetto importante del regolamento è quello di riservare alcuni antibiotici esclusivamente agli esseri umani in modo che l'uso di terapie negli animali non crei fenomeni di resistenza nei confronti di molecole utilizzate per la cura dell'uomo.

Ovviamente tutti i prodotti alimentari importati dovranno essere conformi al suddetto regolamento. Questa norma stabilisce quindi dei criteri importanti per contrastare il fenomeno della resistenza, che si sta facendo sempre più preoccupante, costituendo un importante strumento di tutela per i consumatori.